Guspini offre importanti testimonianze dell’antropizzazione del territorio anche attraverso i numerosi siti di interesse archeologico.
Il primo segnale di tale antropizzazione è probabilmente individuabile nei due menhir innalzati su un terreno pianeggiante a poca distanza dalla chiesetta campestre di sant’isidoro che si incontra lungo la SS126 al km 95. Vecchi di 8000 anni rappresentano rispettivamente la Dea Madre e il Dio Toro.
Non mancano nel territorio ampie testimonianze nuragiche:
i nuraghi "Melas", "Saurecci", "Brunku e s’Orku", il pozzo sacro “sa mitza de Nieddinu”, ne sono le tracce più evidenti.
A questi vanno aggiunti il cerchio megalitico di “su corrazzu de is pillonis” e una domus de janas presumibilmente riferibili al periodo fra il III e il II secolo a.c.
Un’altro importante segno delle vicende storiche del territorio è sicuramente lasciato dal passaggio della cultura punica e romana che ha lasciato, nei pressi dell’area lacustre degli stagni di San Giovanni e Santa Maria Nabui, un importante insediamento lungo la strada che conduce a Sant’Antonio Santadi.
Qui sorge infatti l’antica città fenicio-punica di "Neapolis" (interessata da qualche anno dai lavori di scavo curati dall’università degli studi di Sassari).
Fondata alla fine del V secolo a.C., fu poi occupata dai romani a partire dal
Di epoca romana anche alcune fonti come “sa mitza de s’abiu” lungo la strada che conduce a Neapolis e la “mitza di santa maria” nel centro urbano di Guspini.